
Fantasia è la capacità di organizzare, di sviluppare, di elaborare cognitivamente i segnali che arrivano alla nostra mente con gli apparati sensoriali ed i processi percettivi, integrandoli con gli elementi che già vivono nella nostra memoria. Senza la funzione della fantasia, la mente non è in grado di elaborare i propri contenuti
Tale capacità elaborativa della fantasia è continua, poiché le idee non esistono separate le une dalle altre, bensì sfumano da un fantasma ad un altro fantasma ininterrottamente
Tale capacità ideativa, da parte della nostra fantasia, può riferirsi a qualsiasi funzione mentale e in particolare ad ogni tipo di percezione o di immagine. Inoltre, poiché si tratta di una potenzialità psicologica: può rivolgersi ad ogni contenuto che attiene alla psiche
E’ noto, almeno dai tempi di Juan Luis Vives, che: “La funzione immaginativa nell’anima fa le veci degli occhi nel corpo. […] E ci sono tre funzioni dell’anima rispetto alle immagini: A) ricevere; B) trattenere; C) elaborare; dove la Fantasia coincide con la terza funzione, interna, quella appunto che sviluppa le immagini” (1538)
Il termine fantasia, rimasto pressoché il medesimo dall’antica Grecia (φαντασία) alla cultura latina classica (fantasia) e fino a tutto l’occidente moderno (fantasia, fantasy, fantaisie, Fantasie ecc) definisce la facoltà della nostra mente di creare immagini (quelle che Cartesio indica come prodotto del cogito, verbo sinonimico dell’agire fantastico)
L’immagine o fantasma (φάντασμα, fantasma: rappresentazione della fantasia) viene chiamata anche, con termini che le sono sinonimi: idea, ombra, idolo, pensiero, concetto, impressione, sensazione, apparenza, opinione, icona, simulacro, fantasticheria, immaginazione, castello in aria, rêverie, sogno ad occhi aperti, concentrazione interiore, visione, estasi (trance?) e così via
L’immagine è la rappresentazione (nel senso dell’atto di ri-presentare) della realtà del mondo esterno in una forma che a tale mondo in parte si ispira ma che è sempre inesorabilmente il prodotto della nostra capacità immaginativa
I fantasmi (le immagini), una volta che si sono insediati nella nostra memoria e quando si trovano nella condizione di sopravvivere, continuano ad esistere anche quando non si manifestano esplicitamente alla nostra coscienza sotto forma di rappresentazioni compiute, chiare ed esplicite
La fantasia è capacità di vedere con la mente; più esattamente: è l’unica nostra capacità di vedere con la mente e di richiamare alla coscienza ciò che abbiamo percepito e memorizzato, elaborandolo nei vari modi della coscienza
Anche senza scomodare Kant o Schopenhauer, la capacità cognitiva di immaginare il mondo e di rapportarci ad esso dipende solo dalla nostra fantasia, con tutta la sua volontà (le nostre motivazioni) a rappresentarci (conoscere ed elaborare) il mondo
L’immagine si distanzia sempre dal mondo esterno e dalla sua eventuale dimensione oggettiva, per rappresentare con straordinaria efficacia la realtà interiore della nostra mente privata
Il movimento scientifico-industriale moderno, specie ottocentesco, ha progressivamente messo ai margini della cultura standard il termine di Fantasia, cui attribuisce connotazioni eccessivamente soggettive (che non ama), preferendole espressioni che oggi gli paiono più materiali e oggettiviste, come il suo esatto sinonimo di rappresentazione cognitiva (cognition) o altri termini più fantasiosi (rispetto ai nostri reali processi mentali) come equazione logica o intelligenza computazionale o algoritmo e simili
La psicotecnica ama invece la soggettività, anzi è l’unica modalità cui si interessa. Mentre preferisce utilizzare una terminologia forse meno vicina alla produttività matematica, ma decisamente impostata sulla nostra fantasia

- Lo psicodramma è il regno del fantasticare, dove la persona è padrona di creare diretta-mente il suo mondo. Nel teatro attuale, la fantasia prende il comando della mente. La persona è protagonista assoluta del suo stesso mondo interiore, la creatività guadagna potentemente di rilievo
- Nell’autodramma, la rappresentazione interna (insight) prevale sugli stimoli provenienti dal mondo esterno (outsight). Si tratta di lasciare correre liberamente i pensieri, così da permettere alla nostra mente rappresentativa di manifestare ogni associazione mentale ci venga alla mente, senza filtrare tali affabulazioni con censure razionalizzanti; mentre è l’ambiente psicologico, ben più che l’ambiente fisico, a fare da scenario in cui si sviluppa il comportamento

Felice Perussia, quarant’anni abbondanti di lavoro psicologico con i gruppi, specie come mastro (e apprendista) di Psicodramma & Ipnosi, ma anche oltre trent’anni come professore ordinario di Psicologia Generale (Personalità, Laboratorio sperimentale, Storia) all’Università – Oggi, come sempre, possiamo crescere insieme









