Spettatore

 

Spettatore è chi guarda; dal verbo latino spectare: guardare osservare, valutare, giudicare, essere rivolto a, assistere a uno spettacolo

Un suo equivalente, presente nel gergo dello psicodramma quando sono presenti più partecipanti, è l’uditorio (dove si ascolta) che è l’insieme delle persone che seguono un discorso, uno spettacolo, una cerimonia religiosa, il che conferma la connotazione di comunità passiva per il ruolo in cui si trovano alcuni partecipanti al teatro

In effetti, nel teatro attuale i partecipanti sono immersi piuttosto in una condizione multimodale a prevalenza visiva, dove viene utilizzata anche la razionalizzazione in linguaggio verbale formale, ma con cautela

Stanislavskij definisce la condizione dell’attore come una solitudine pubblica poiché ritiene che l’attore, pur mantenendo ben chiaro il riferimento al pubblico che è presente e che funziona da co-creatore emotivo della performance, deve concentrarsi solo sugli oggetti di scena e sulla presenza viva degli altri attori

Nella drammaturgia standard dello psicodramma, alcuni ritengono che meriti avere sempre almeno una persona che fa da spettatore fisicamente presente nell’uditorio, in quanto (ed è una concezione tipica del Sistema) l’attore deve sapere che c’è un pubblico, poiché

Tuttavia non c’è nessuna necessità di avere spettatori per il teatro interiore, né sul banco in studio né sul banco in teatro, perché l’unico spettatore che conta nella concretizzazione di un’immagine è l’autore che la manifesta

Gli elementi fondamentali del teatro classico recitativo sono: il luogo teatrale o palcoscenico, l’autore, l’attore, il pubblico, il regista. Ma nel teatro attuale serve assai meno: il luogo teatrale o palcoscenico, l’autore che è automaticamente attore per manifestare il dramma, il mastro-regista; tutto il resto può risultare anche utile, ma nella sostanza  è pleonastico

La presenza di una pluralità di partecipanti può riuscire tuttavia assai efficace nel produrre una ricchezza di materiale, che può emergere da tutti i presenti, sulla base del quale suscitare molte emozioni e sviluppare molte azioni

 

  • La presenza del pubblico è stimolante in molti contesti drammatici, ma non è affatto indispensabile alla realizzazione del teatro attuale; basti pensare allo psicodramma individuale piuttosto che al chairwork, per non parlare della classica seduta di una singola persona in studio, tutte situazioni in cui è prevista un solo soggetto agente
  • Il fatto di operare in gruppo permette tuttavia di collaborare all’evoluzione personale di tutti gli apprendisti presenti,  sia nel momento in cui agiscono in veste di assistenti dell’autore sia quando stanno nella condizione del pubblico e si trovano a fruire di un percorso di purificazione delle emozioni quale interviene in qualsiasi rappresentazione, almeno secondo l’analisi canonica del dramma, da Aristotele in poi

 

 

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